A POCHE SETTIMANE DALLE ELEZIONI CHE POTREBBERO DECIDERE IL FUTURO POLITICO DI NETANYAHU, ARRIVA NEI CINEMA ITALIANI THE BIBI FILES, L’ESPLOSIVO DOCUMENTARIO DIRETTO DA ALEXIS BLOOM E PRODOTTO DAL PREMIO OSCAR ALEX GIBNEY. AL CENTRO DEL FILM CI SONO IMMAGINI STRAORDINARIE E MAI VISTE PRIMA: LE REGISTRAZIONI DEGLI INTERROGATORI DELLA POLIZIA ISRAELIANA A BENJAMIN NETANYAHU, ALLA MOGLIE SARA, AL FIGLIO YAIR, AI SUOI COLLABORATORI E AD ALCUNI DEI PIÙ POTENTI UOMINI D’AFFARI DEL PAESE, REALIZZATE NELL’AMBITO DELLE INDAGINI PER CORRUZIONE CHE HANNO PORTATO ALL’INCRIMINAZIONE DEL PRIMO MINISTRO ISRAELIANO.
«Bloom e Gibney erano al lavoro su The Bibi Files già prima del 7 ottobre 2023, i cui eventi e i cui postumi hanno impattato non tanto la sostanza dei materiali nel film, quanto il loro fine, permettendo agli autori di contestualizzare ancor meglio come un volgare caso di corruzione – a base di piccoli favori, lussuosi regali, censure dei media e prepotenze di vario tipo – sia uno dei principali motori delle disastrose e sanguinarie scelte politiche che Netanyahu ha fatto negli ultimi anni, per rimanere al potere ed evitare la prigione. Una narrazione questa che si appoggia, nelle interviste condotte da Bloom, al giornalista Raviv Drucker (coproduttore del film), all’ex primo ministro Ehud Olmert, all’ex direttore di «Wella» e a «Uzi Bellert», un amico d’infanzia del primo ministro che è diventato oggi un critico d’alto profilo del regime, e molti altri. E il cui effetto «doppione» con la parabola di Trump è così ovvio che non viene nemmeno citato.» (Giulia D’Agnolo Vallan, il manifesto)