PALMA D’ORO A CANNES E CANDIDATO A QUATTRO OSCAR, TAXI DRIVER È DIVENUTO UN’ICONA CULTURALE GRAZIE ALLA REGIA VISIONARIA DI MARTIN SCORSESE E ALLA STRAORDINARIA INTERPRETAZIONE DI ROBERT DE NIRO, AFFIANCATO DA UNA GIOVANISSIMA JODIE FOSTER, LA TREDICENNE PROSTITUTA IRIS, E DA HARVEY KEITEL E CYBILL SHEPHERD.
PREZZI D’INGRESSO: INTERO € 10,00 – RIDOTTI CONVENZIONATI NEXO € 8,00 – NON SONO VALIDI GLI ABBONAMENTI
Pietra miliare della storia del cinema, Taxi Driver non ha bisogno di troppe presentazioni. Grazie a una regia impeccabile, ai temi trattati, e soprattutto alla recitazione impressionante di Robert De Niro, il sesto lungometraggio di Martin Scorsese è entrato sin da subito nell’immaginario collettivo segnando non solo la carriera dei due cineasti, ma anche le generazioni future.
Restaurato in 4K e distribuito da Nexo Studios, il capolavoro di Scorsese del 1976 torna in sala il 31 marzo e il 2 aprile.
“Vengono fuori gli animali più strani la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre”. Con queste parole emblematiche (declamate nella versione italiana dalla voce di Ferruccio Amendola) facciamo la conoscenza del tassista Travis Bickle e del suo pensiero nei confronti della società.
Reduce dalla guerra del Vietnam, l’atipico personaggio si ritrova circondato da un’umanità alla deriva e afflitto tanto da stress post-traumatico quanto da delusioni politiche e amorose. Spinto da una vera e propria missione di giustizia e rivalsa sociale, il veterano farà la fortuita conoscenza di una prostituta minorenne che lo porterà a compiere un’azione tanto drastica quanto catartica: un gesto salvifico che lo trasformerà da anonimo disadattato a eroe collettivo.
Ambientato in una New York catturata spesso di notte, Taxi Driver restituisce con lucidità il ritratto disilluso di un Paese che, dopo gli scandali accumulati sotto la presidenza di Nixon, si ritrova a fare personalmente i conti con il brutale sgretolamento del cosiddetto sogno americano.