DALLO SCENEGGIATORE E REGISTA JOACHIM TRIER (LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO; OSLO, 31 AGOSTO), ARRIVA UN DRAMMA FAMILIARE SU DUE SORELLE MOLTO UNITE E IL PADRE ASSENTE CHE RIENTRA NELLE LORO VITE, ESPLORANDO LE POSSIBILITÀ DEL PERDONO E DELLA RICONCILIAZIONE. VINCITORE DEL GRAN PREMIO DELLA GIURIA AL FESTIVAL DI CANNES 2025.
9 CANDIDATURE AI PREMI OSCAR 2025: È IN LIZZA PER MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA, MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA E HA DUE CANDIDATE A MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.
2025 FESTIVAL DI CANNES: GRAND PRIX DELLA GIURIA
2026 GOLDEN GLOBE: PREMIO MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA A STELLAN SKARSGÅRD
2026 EFA: VINCITORE 6 PREMI FRA CUI MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE E ATTRICE PROTAGONISTA
«Vengo da un’epoca radicale e sicuramente ho avuto un lato radicale in me. Oggi ho 50 anni e due figli piccoli, e il mondo è in subbuglio. Credo che siamo pronti per la tenerezza e la riconciliazione. Non senza un po’ di forza, però. La musica che abbiamo scelto per la colonna sonora è principalmente soul, con artisti come Terry Callier e Pieces of a Man di Gil Scott-Heron. Quando ascolti quel pezzo, sei cullato dai suoni, ma sotto sotto c’è qualcosa di molto sostanziale e politico che viene espresso. È un po’ il mio punto di partenza.» (Joachim Trier)
«Sentimental Value non (ci) dà tregua, neanche nella feroci battute (auto)ironiche come quella della sedia per il suicidio comprata da Ikea. Le lacrime sono di rabbia, i primi piani affondano ed entrano come nei pensieri. Tra frasi dette e parole che non riescono a uscire dalla bocca. L’aspirazione forse è Ingmar Bergman e mai come stavolta Trier lo ha sfiorato da vicino nella sua Storia di un (post) matrimonio e con una citazione che sembra arrivare da Persona con il volto in primo piano di Gustav che poi diventa quelo di Nora e poi di Agnes. Personal Value è un cinema che (ti) disturba e (ti) travolge, un vortice emotivo inarrestabile. Per questo è una turbinosa, anche violenta storia d’amore corale. Tra sorelle. Tra padre e figlie. Di quelle che non si dimenticano facilmente.» (Simone Emiliani, Sentieri selvaggi)