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Principessa mononoke 4k (ried. 2026)

registaHayao Miyazaki
paeseGiappone
anno1997

Orari

venerdì 12 giugno
sabato 13 giugno
domenica 14 giugno
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Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Ferito al braccio dall’animale, il giovane colpito da una maledizione mortale, deve lasciare il suo villaggio per cercare il modo di neutralizzarla. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, una ragazza allevata da lupi e soprannominata Principessa Mononoke, “la principessa degli spettri”, e conosce anche i suoi nemici umani, i Tatara, una comunità di fabbri costruttori di armi da fuoco, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader che ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San.

FRA I PIÙ GRANDI CAPOLAVORI DI HAYAO MIYAZAKI, PRINCIPESSA MONONOKE TORNA AL CINEMA ITALIA CON UN NUOVO RESTAURO, PER RISCOPRIRE INSIEME UN’OPERA MAESTOSA CHE SCAVA NELLE LEGGENDE DI SPIRITI E CREATURE MAGICHE DEL GIAPPONE, PORTANDOCI UNA RIFLESSIONE ATTUALE E TAGLIENTE SU POTERE E AVIDITÀ, MA ANCHE SU RESISTENZA E DIFESA DELL’AMBIENTE.

«In passato, gli esseri umani esitavano quando uccidevano delle vite, anche non umane. Ma la società è cambiata. Man mano che abbiamo acquisito potere, credo che siamo diventati piuttosto arroganti, perdendo il dispiacere del “non abbiamo altra scelta”. Credo che nell’essenza della civiltà umana ci sia il desiderio di arricchirsi senza limiti, togliendo la vita ad altre creature.
Il luogo in cui scorre acqua pura nella profondità della foresta, tra le montagne profonde, dove nessun uomo ha mai messo piede… i giapponesi hanno avuto a lungo un posto del genere nel loro cuore. Lo abitavano grandi serpenti che non si vedono nei villaggi, o esseri spaventosi – lo abbiamo creduto fino a un certo punto. Ho ancora la sensazione che tra i monti ci sia un luogo sacro, senza esseri umani, la sorgente di molte forme di vita. Credo che i giardini giapponesi cerchino di ricreare un mondo sacro e puro. La purezza era la cosa più importante per i giapponesi. L’abbiamo persa. Sento che abbiamo perso il nostro nucleo. Penso che fosse la radice più importante per la cultura di questa nazione. Porta all’idea che il mondo non sia solo per gli esseri umani, ma per tutte le vite, e che agli esseri umani sia semplicemente permesso di vivere in un angolo del mondo.» (Hayao Miyazaki)

«È un film che non va raccontato, ma visto e rivisto per coglierne le infinite sfumature: ogni immagine è un quadro, ogni situazione una metafora e ogni personaggio un abisso di onde contrastanti. La potenza atavica del mito e il folklore nipponico sposano un’animazione superba per raccontare un mondo sconvolto da una conflitto che non contrappone i buoni ai cattivi, ma due diversi modi di pensare (la Natura e la Civiltà) con i rispettivi pro e contro. In fondo, come suggerisce da sempre il sensei Miyazaki, i demoni peggiori non sono quelli che escono dalla foresta o dalle fornaci, ma quelli che corrompono l’animo: la paura, la vendetta, la violenza, l’incontrollabile sete di potere e, soprattutto, l’odio, l’oscuro veleno che porta alla morte uomini, animali e persino gli dei.
Se già lo amate, la visione di questa edizione restaurata e digitalizzata (nonché ridoppiata sotto la supervisione dello Studio Ghibli), è obbligatoria. Se, invece, ancora non lo conoscete, non perdetelo: ve ne innamorerete dal profondo del cuore.» (Angela Bosetto, cinematografo.it)