SOLO IN VERSIONE ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
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TRASPOSIZIONE CINEMATOGRAFICA DEL POEMA OMERICO PER ECCELLENZA, ODISSEA RILEGGE IN CHIAVE EPICA E PROFONDAMENTE UMANA IL MITO DI ULISSE E DEL SUO RITORNO A ITACA, IN UN VIAGGIO TRA GUERRA, MARE E DESTINO CHE UNISCE GESTA LEGGENDARIE E CAST STELLARE. UN’AVVENTURA GRANDIOSA E MONUMENTALE CHE, PER CITARE LE PAROLE DEL SUO STESSO REGISTA, “È SEMPRE STATA UN FILM SULLA FAMIGLIA, SULL’IDEA DEL RITORNO A CASA”.
Odysseus, king of Ithaca, embarks on a perilous journey to return home after the Trojan War. Crossing the Mediterranean Sea with his fellow soldiers, they soon find themselves battling not only the elements, but an array of deadly obstacles and mythical creatures along the way.
«La cultura dei fumetti, che si parli di Marvel o DC Comics o di qualsiasi altra casa editrice, trae le proprie origini direttamente dai poemi omerici. Il punto è che nessuno sa se Omero sia stato una persona realmente esistita. Omero, in un certo senso, è il George Lucas dei suoi tempi. È la Marvel della sua epoca. È un desiderio molto diretto, quello di credere che gli dèi possano camminare tra noi, e penso che il fumetto moderno ne sia l’espressione. Tutti i fumetti derivano dall’Odissea, quindi ora abbiamo la possibilità di rivisitarla nella sua forma originale.» (Christopher Nolan)
«Odissea è magistrale sia nelle scene di massa (l’imbarcazione nella tempesta) sia nei momenti più intimi. Spettacolare e introspettivo, regala pagine di cinema assoluto attraverso metamorfosi, fantasmi, mostri, desideri. In più con tutto il potere di un cinema dell’acqua. Jean Vigo, Paul Virilio e…ancora James Cameron. E poi il finale, con traiettorie/prospettive del cinema di Hong Kong modello King Hu e Ulisse incappucciato reincarnazione provvisoria di Batman, soprattutto quella di Il cavaliere oscuro. Infine i sogni. Il viaggio (alla Méliès) verso l’impossibile, sensoriale, capace davvero di trasportare verso l’orizzonte per “inseguire il sole che fugge” e vivere tutte le vite terrene e ultraterrene. È in parte lo Spartacus di Christopher Nolan ma con (tanto) più cuore. Anzi, oltre. La perfezione (tecnica, di messinscena) va di pari passo al potere emozionale del cinema. Oggi non si può chiedere davvero niente di più.» (Simone Emiliani, Sentieri selvaggi)