A 4 EURO PER TUTTI
2025 MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: FUORI CONCORSO
2026 DANISH FILM AWARD: PREMIO DEL PUBBLICO
UNA COMMEDIA DARK LIBERA, SANAMENTE GROTTESCA E DIVERTENTE, UN INNO ALLA DIVERSITÀ CHE INANELLA UNA SEQUENZA RIUSCITA E IMPREVEDIBILE DI SITUAZIONI AL LIMITE E CHE VIENE ARRICCHITO DA UN CAST TRASCINANTE E COINVOLTO.
«Ho cercato di tornare ad alcune basi della mia narrazione, soprattutto dopo “Riders of Justice”, con i suoi elaborati colpi di scena. Durante il montaggio di The Last Viking, il mio montatore mi ha chiesto quale fosse il fulcro della storia, e in realtà penso che non ci sia. E quella struttura libera è qualcosa a cui ho consapevolmente mirato. Ci sono sicuramente somiglianze con “Flickering Lights”, il mio primo film, compresi i flashback dell’infanzia dei protagonisti. Ma direi che The Last Viking è molto più cupo dal punto di vista psicologico. Da questo punto di vista, con il tempo sono invecchiato e ho fatto esperienza.» (Anders Thomas Jensen)
«A tratti si respira il sentore della comicità paradossale dei fratelli Cohen, ma The Last Viking deve la sua singolarità al fatto di essere incentrato sui temi della diversità e della costruzione della propria identità che, perché no, può anche essere multipla. Animato dalla nobile ed encomiabile missione di trovare una via non lacrimevole né didattica al suo argomento, Anders Thomas Jensen inanella momenti slapstick (strepitosa in tal senso la performance di Mads Mikkelsen), inserti di animazione, personaggi e trovate grottesche a tratti esilaranti. (…) In questo inno agli outsiders si respira infatti una sfrenata creatività, di quelle che non hanno paura di osare, né lambire il cattivo gusto. Ciò rende Mio fratello è un vichingo un film prezioso al di là di quella compiutezza che d’altronde non ricerca affatto, anzi nega con ostinata baldanza.» (Daria Pomponio, Quinlan.it)