Distribuito in Versione Originale (inglese) con sottotitoli in italiano
Presentato al Festival di Cannes 2025 : Un Certain Regard
DEBUTTO ALLA REGIA PER KRISTEN STEWART, CHE FIRMA ANCHE LA SCENEGGIATURA, LA CRONOLOGIA DELL’ACQUA È L’ADATTAMENTO DELL’AUTOBIOGRAFICO BESTSELLER DI LIDIA YUKNAVITCH: SEGUENDO IL PERCORSO DELLA SUA AUTRICE ALLA RICERCA DELLA PROPRIA VOCE, QUESTA IPNOTICA PELLICOLA ESPLORA COME IL TRAUMA POSSA TRASFORMARSI IN ARTE, ATTRAVERSO LA RIAPPROPRIAZIONE DELLE NOSTRE STORIE PIÙ DOLOROSE E SANGUINANTI, IN PARTICOLARE DI QUELLE VISSUTE IN MODO UNICO DAI CORPI DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE.
«Amo Lidia e, in un certo senso, per me è quasi sacra. Questo libro è di ventato un testo sacro dall’oggi al domani. Esistono voci che ti aiutano a trovare la tua. L’arte dovrebbe portare alla molteplicità, e questa in particolare parlava di prospettiva e del corpo in un modo così personale e fisico. (…) Nel corso di otto anni ho scritto e riscritto. Ho riscritto questo testo fino allo sfinimento, creando 500 versioni e scolpendo una sceneggiatura che potesse essere effimera e neurologica quanto la memoria stessa. Gli anni trascorsi sottoposta ai processi creativi altrui mi hanno spinta a chiedermi: “Perché facciamo le cose in questo modo? Possiamo fare diversamente?” Nel suo nucleo più profondo, La Cronologia dell’Acqua è un invito: a guardare in faccia la bruttezza, a stare dentro la vergogna e a uscirne sapendo che il tuo corpo e la tua storia appartengono a te. È un invito a smettere di nascondersi.» (Kristen Stewart)
«Stewart ha l’impeto di un pittore. Il suo film è come composto da tanti schizzi di colore gettati sulla tela. Non cerca un proprio stile e neanche un equilibrio. Nel suo caos, anche nella sua confusione, galleggia però in quella dimensione tra la vita e la morte, la memoria e l’aldilà. Per questo è impetuoso, irruento, sgraziato ma brucia di passione, quella in cui c’è una fame di cinema.» (Simone Emiliani, Sentieri selvaggi)