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La cronologia dell’acqua (the chronology of water)

registaKristen Stewart
castImogen Poots, Thora Birch, Jim Belushi, Tom Sturridge, Earl Cave, Michael Epp, Charlie Carrick, Esme Allen, Evelīna Pārkere, Maria Julieta Eller, Ranjani Brow, Jaquita Ta'le
paeseFrancia
anno2025

Orari

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Cresciuta in un ambiente distrutto da violenza e alcol, dopo un’infanzia segnata da abusi, l’irrequieta Lidia (Imogen Poots) trova rifugio nel nuoto agonistico, nella sperimentazione sessuale, in relazioni tossiche e nella dipendenza, prima di trovare la propria voce attraverso la scrittura. La strada verso l’autodistruzione svolta verso una inattesa nuova destinazione attraverso la letteratura.

Distribuito in Versione Originale (inglese) con sottotitoli in italiano

Presentato al Festival di Cannes 2025 : Un Certain Regard

DEBUTTO ALLA REGIA PER KRISTEN STEWART, CHE FIRMA ANCHE LA SCENEGGIATURA, LA CRONOLOGIA DELL’ACQUA È L’ADATTAMENTO DELL’AUTOBIOGRAFICO BESTSELLER DI LIDIA YUKNAVITCH: SEGUENDO IL PERCORSO DELLA SUA AUTRICE ALLA RICERCA DELLA PROPRIA VOCE, QUESTA IPNOTICA PELLICOLA ESPLORA COME IL TRAUMA POSSA TRASFORMARSI IN ARTE, ATTRAVERSO LA RIAPPROPRIAZIONE DELLE NOSTRE STORIE PIÙ DOLOROSE E SANGUINANTI, IN PARTICOLARE DI QUELLE VISSUTE IN MODO UNICO DAI CORPI DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE.

«Amo Lidia e, in un certo senso, per me è quasi sacra. Questo libro è di ventato un testo sacro dall’oggi al domani. Esistono voci che ti aiutano a trovare la tua. L’arte dovrebbe portare alla molteplicità, e questa in particolare parlava di prospettiva e del corpo in un modo così personale e fisico. (…) Nel corso di otto anni ho scritto e riscritto. Ho riscritto questo testo fino allo sfinimento, creando 500 versioni e scolpendo una sceneggiatura che potesse essere effimera e neurologica quanto la memoria stessa. Gli anni trascorsi sottoposta ai processi creativi altrui mi hanno spinta a chiedermi: “Perché facciamo le cose in questo modo? Possiamo fare diversamente?” Nel suo nucleo più profondo, La Cronologia dell’Acqua è un invito: a guardare in faccia la bruttezza, a stare dentro la vergogna e a uscirne sapendo che il tuo corpo e la tua storia appartengono a te. È un invito a smettere di nascondersi.» (Kristen Stewart)

«Stewart ha l’impeto di un pittore. Il suo film è come composto da tanti schizzi di colore gettati sulla tela. Non cerca un proprio stile e neanche un equilibrio. Nel suo caos, anche nella sua confusione, galleggia però in quella dimensione tra la vita e la morte, la memoria e l’aldilà. Per questo è impetuoso, irruento, sgraziato ma brucia di passione, quella in cui c’è una fame di cinema.» (Simone Emiliani, Sentieri selvaggi)