image/svg+xml

Il mago del cremlino – le origini di putin (the wizard of the kremlin)

registaOlivier Assayas
castPaul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Will Keen, Jeffrey Wright, Andris Keišs, Magne Håvard Brekke, Matthew Baunsgard, Anton Lytvynov, Alexander M. Johnson, Anastasia Sutter, Dan Cade, Toms Liepājnieks, Emmanuel Carrère, Varvara Chekhs, Kaspars Kambala, Polina Karnicka, Sergey Podymin, Andreas Pumilia, Juhan Ulfsak
paeseFrancia
anno2025

Orari

lunedì 16 febbraio
martedì 17 febbraio
mercoledì 18 febbraio
giovedì 19 febbraio
venerdì 20 febbraio
sabato 21 febbraio
domenica 22 febbraio
Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere la programmazione e aggiornamenti

Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire.

Presentato all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Commento del regista
Le Mage du Kremlin non è un film sull’ascesa di un singolo uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere, né sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica, ancora una volta sotto il giogo del totalitarismo.
Radicato in eventi reali e contemporanei, è piuttosto una riflessione sulla politica moderna, o meglio, sulla cortina fumogena dietro cui oggi si nasconde: cinica, ingannevole e tossica.
I potenti di oggi brandiscono strumenti di manipolazione e distorsione di massa con una precisione un tempo inimmaginabile. In questo senso, Le Mage du Kremlin non è tanto un film politico quanto un film sulla politica e sulla perversità dei suoi metodi, che ora ci tengono tutti in ostaggio.
Credo – o forse mi illudo – che valga ancora la pena di denunciare i meccanismi interni delle menzogne e dell’oppressione. Questa convinzione è ciò che mi ha spinto ad adattare per il grande schermo il romanzo di Giuliano da Empoli.
È la testimonianza di un dramma ancora in corso sulla scena mondiale, ma visto attraverso una lente dolorosamente umana.
È la travagliata umanità del destino di Vadim Baranov che ci guida e ci turba allo stesso tempo. La sua storia d’amore con Ksenia – un’osservatrice lucida e giudice spietata delle sue manovre – rispecchia il nostro viaggio morale tra il bene e il male. Come possiamo trovare la redenzione, nonostante tutto, come riusciamo a camminare sul filo del rasoio, colpevoli e innocenti, eppure tutti tragicamente complici?