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Hamnet – nel nome del figlio

registaChloé Zhao
castJessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn, Jacobi Jupe, Noah Jupe, Bodhi Rae Breathnach, Olivia Lynes, David Wilmot, Justine Mitchell, Faith Delaney, Smylie Bradwell, El Simons, Freya Hannan Mills, Dainton Anderson, Sam Woolf, Jack Shalloo, Laura Guest, Elliot Baxter, Louisa Harland, Eva Wishart, Effie Linnen, Hera Gibson, Zac Wishart, James Lintern, Matthew Tennyson, John Mackay, Clay Milner Russell, Chloé Zhao
paeseRegno Unito
anno2025
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In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 di Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), intessuta di magia e femminilità.

2026, CANDIDATO A 8 PREMI OSCAR
2026, GOLDEN GLOBES, VINCITORE MIGLIOR FILM DRAMMATICO, MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO

SE HAMNET E HAMLET SONO IN REALTÀ LO STESSO NOME, IL PRIMO RAPPRESENTA QUI LA GENESI DEL SECONDO, LA GRANDE OPERA SHAKESPEARIANA. LA REGISTA PREMIO OSCAR (NOMADLAND, 2021) ADATTA IL BESTSELLER OMONIMO DI MAGGIE O’FARRELL PER RACCONTARE QUESTA GENESI, SIMBOLO STESSO DELLA FUNZIONE CATARTICA E COLLETTIVA DELL’OPERA D’ARTE

«Agnes potrebbe sembrare una strega, ma è semplicemente qualcuno che sa osservare il mondo con sensibilità, in grado di leggere energicamente le persone. Il che deriva dalla sua connessione con la natura, con gli animali, con il suo stesso corpo. Nella civiltà di oggi è difficile mantenere questo tipo di approccio aperto. Essere in grado di ascoltare ciò che l’ambiente circostante sta cercando di comunicare attraverso di te, invece di imporre la tua visione. È come se il corpo di Agnes fosse un parafulmine, lo stesso modo in cui devo sentirmi anche io mentre giro.» (Chloé Zao)

«Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao è destinato a essere una delle esperienze più devastanti che vedrete in questa stagione, se non addirittura la più straziante approdata in sala negli ultimi dodici mesi. Eppure, è anche un racconto che, pur affrontando la morte, esplode di vita, rinnovamento, rinascita. La scomparsa del giovane Hamnet è stata, un tempo, il seme da cui nacque un capolavoro. Ora lo ha fatto di nuovo. (…) Sebbene di Hamnet si parlerà per mesi – e il brusio probabilmente crescerà d’intensità man mano che quel certo appuntamento di marzo nel Sud della California si avvicina – della performance di Jessie Buckley si discuterà per anni. È il genere di prova attoriale che fonde insieme sfumature ed espressionismo puro, momenti di quiete e urla da togliere il respiro.» (David Fear, Rolling Stones)