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Bugonia

registaΓιώργος Λάνθιμος
castEmma Stone, Jesse Plemons, Aidan Delbis, Stavros Halkias, Alicia Silverstone, J. Carmen Galindez Barrera, Marc T. Lewis, Vanessa Eng, Cedric Dumornay, Charita Momma Cherri Jones, Fredricka Whitfield, Rafael Lopez Bravo, Yaisa, Teneise Mitchell Ellis, Roger Carvalho, Atsushi Nishijima, Janlyn Bales, Andy Blackburn, Stella Bizirtsaki, Diana Duah, Adam Esufali, Jerskin Fendrix, Aiecia Harper, Sally Kennington, Paul Mansell, Harith Mohammed, Zawadi Phillimore, Parvinder Shergill
paeseStati Uniti
anno2025

Orari

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Due giovani ossessionati dalle teorie del complotto rapiscono l’influente CEO di una grande azienda, convinti che sia un’aliena decisa a distruggere il pianeta Terra.

MARTEDÌ 25 NOVEMBRE A 4 EURO PER TUTTI

PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA 2025

REMAKE DEL FILM CULTO SUDCOREANO “SAVE THE GREEN PLANET!” DEL 2003, IL DECIMO LUNGOMETRAGGIO DEL REGISTA GRECO È UNA RIFLESSIONE GROTTESCA, SURREALE E CONTEMPORANEA SUL POTERE, LA PARANOIA, LE VERITÀ FASULLE E LA LOTTA DI CLASSE: UN IBRIDO CRUDO E SPASSOSO TRA COMMEDIA NERA, TRAGEDIA POLITICA E PARABOLA ESISTENZIALE.

«Gran parte della distopia di questo film riflette il mondo reale. Parliamo di quello che succede adesso, è quello che stiamo vivendo e attraversando, e penso che presto le persone saranno chiamate a scegliere un corretto cammino. Calcoliamo la tecnologia, le guerre, il clima, tutto quello che succede nel mondo… ma anche in quanti negano che ci siano questi problemi. Lo definirei un esatto riflesso dei nostri tempi, più che un film distopico. Se fossi un fisico o un neuroscienziato avrei maggiori risposte, forse, ma al momento, mi fermo qui.» (Yorgos Lanthimos)

«In Bugonia Yorgos Lanthimos rilegge Save the Green Planet! e lo trasforma in un’esperienza disturbante e irresistibile: una dark comedy che tiene insieme complotti online, lotte di classe, ferite intime e una crudeltà grottesca capace di far ridere un attimo prima di gelare il sangue. È forse il film più politico del regista greco, meno simbolico rispetto ai precedenti, ma sempre attraversato da quell’ironia ambigua che da The Lobster a Poor Things ha reso unico il suo sguardo. (…) Il risultato è un film nervoso e lucidissimo, che sporca il riso con la paura e rimette Lanthimos nel suo territorio migliore: quello del laboratorio etico in cui i personaggi – e il pubblico – diventano cavie dello stesso esperimento. Stone gioca con l’ambiguità, Plemons oppone una tenerezza livida, Delbis porta la fragilità. Bugonia non vuole rassicurare: deve bruciare. E brucia.» (Roberta Rutigliano, Hot Corn)