UNA STORIA DI RELAZIONI STORTE, TRADIMENTI, PUREZZA E OSSESSIONI CHE MESCOLA THRILLER E IRONIA, DRAMMA E COMMEDIA SENTIMENTALE.
C’è un momento, nei rapporti, in cui qualcosa si incrina, ed è proprio lì, in quell’istante, che si rivelano le parti più vere e più scomode di noi. Ludovica Rampoldi, sceneggiatrice di grande intelligenza e sensibilità, debutta alla regia con un film che guarda dentro quella crepa. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Grand Public, “Breve storia d’amore” è il racconto di come il desiderio, la colpa e la fragilità possano convivere nello stesso respiro.
C’è un demone nascosto dentro uno dei personaggi di Breve storia d’amore. E già questa cosa, da sola, mette il film in un’altra categoria rispetto a tutti gli altri film italiani sul tema. Il tema sarebbe i rapporti di coppia, le amanti, i tradimenti e gli incontri fugaci negli hotel. Un tipo di storia che è talmente il pane quotidiano del cinema italiano, che non ci sarebbe niente di male nel desiderare una moratoria che impedisca di farne per almeno dieci anni. Tuttavia, qualora in uno slancio di tolleranza si decidesse di concedercene solo uno per decennio, allora questo dovrebbe essere Breve storia d’amore. L’unico film, tra i recenti, può ricordare a chi l’abbia dimenticato come mai raccontiamo queste storie e come si dovrebbero raccontare. (wired.it)