FESTIVAL DI CANNES – SELEZIONE UFFICALE – FILM DI APERTURA
UN FILM ALLA FRANCESE IN CUI L’INTRATTENIMENTO – ANCHE MUSICALE – SI FONDE CON I TEMI DEL REALE
Amélie Bonnin ha compiuto un’operazione che solitamente tende a, come si è soliti dire, mostrare la corda. Ha cioè espanso un suo cortometraggio che aveva avuto un buon riscontro. Ha però compreso che il ruolo principale non andava più assegnato ad un uomo bensì a una donna. Ecco allora che ci troviamo davanti alla quarantenne Cécile che nella prima scena scopre di essere incinta proprio mentre sta per aprire il proprio ristorante facendo un salto nell’alta ristorazione. Costretta dall’ennesimo problema cardiaco paterno ad andarlo a trovare, decide di non dire nulla della gravidanza al compagno con cui condivide anche il progetto del ristorante.
È a partire da queste premesse che si sviluppa un’azione che vede al centro un posto di ristoro, gestito dai genitori e molto frequentato da camionisti, che è distante anni luce dall’idea di cucina che Cécile vuole proporre ma in cui fa anche la ricomparsa un vecchio amore dei tempi della scuola.
Tutto questo accompagnato da canzoni famose adattate per l’occasione che vengono messe in bocca agli attori come fossimo in un non musical che ha però bisogno del canto. L’operazione viene condotta con una buona dose di autoironia che viene ad un certo punto decisamente esplicitata.