The bibi files

registaAlexis Bloom
castBenjamin Netanyahu, Ehud Olmert, Nir Hefetz, Ami Ayalon, Raviv Drucker, Arnon Milchan
paeseStati Uniti
anno2026
classificazione
Per tutti

THE BIBI FILES, il documentario di Alexis Bloom prodotto dal premio Oscar Alex Gibney porta per la prima volta sul grande schermo le registrazioni segrete degli interrogatori di Benjamin Netanyahu e della sua famiglia.

Non soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. Un’indagine sul rapporto tra potere, giustizia e sopravvivenza politica, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese…

Orari

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Utilizzando filmati di interrogatori mai visti prima, questa indagine su Benjamin Netanyahu e la sua cerchia ristretta fornisce uno sguardo risoluto sul mondo privato dietro i titoli dei giornali. La meschina vanità e il senso di diritto portano alla corruzione e alla riluttanza dei Netanyahu a rinunciare al potere. L’estrema destra intuisce un’opportunità nella debolezza di Bibi, e le tessere del domino cadono.

A POCHE SETTIMANE DALLE ELEZIONI CHE POTREBBERO DECIDERE IL FUTURO POLITICO DI NETANYAHU, ARRIVA NEI CINEMA ITALIANI THE BIBI FILES, L’ESPLOSIVO DOCUMENTARIO DIRETTO DA ALEXIS BLOOM E PRODOTTO DAL PREMIO OSCAR ALEX GIBNEY. AL CENTRO DEL FILM CI SONO IMMAGINI STRAORDINARIE E MAI VISTE PRIMA: LE REGISTRAZIONI DEGLI INTERROGATORI DELLA POLIZIA ISRAELIANA A BENJAMIN NETANYAHU, ALLA MOGLIE SARA, AL FIGLIO YAIR, AI SUOI COLLABORATORI E AD ALCUNI DEI PIÙ POTENTI UOMINI D’AFFARI DEL PAESE, REALIZZATE NELL’AMBITO DELLE INDAGINI PER CORRUZIONE CHE HANNO PORTATO ALL’INCRIMINAZIONE DEL PRIMO MINISTRO ISRAELIANO.

«Bloom e Gibney erano al lavoro su The Bibi Files già prima del 7 ottobre 2023, i cui eventi e i cui postumi hanno impattato non tanto la sostanza dei materiali nel film, quanto il loro fine, permettendo agli autori di contestualizzare ancor meglio come un volgare caso di corruzione – a base di piccoli favori, lussuosi regali, censure dei media e prepotenze di vario tipo – sia uno dei principali motori delle disastrose e sanguinarie scelte politiche che Netanyahu ha fatto negli ultimi anni, per rimanere al potere ed evitare la prigione. Una narrazione questa che si appoggia, nelle interviste condotte da Bloom, al giornalista Raviv Drucker (coproduttore del film), all’ex primo ministro Ehud Olmert, all’ex direttore di «Wella» e a «Uzi Bellert», un amico d’infanzia del primo ministro che è diventato oggi un critico d’alto profilo del regime, e molti altri. E il cui effetto «doppione» con la parabola di Trump è così ovvio che non viene nemmeno citato.» (Giulia D’Agnolo Vallan, il manifesto)