Silent friend

registaEnyedi Ildikó
castTony Leung Chiu Wai, Luna Wedler, Enzo Brumm, Sylvester Groth, Martin Wuttke, Johannes Hegemann, Rainer Bock, Léa Seydoux, Marlene Burow, Bernd Birkhahn, Yun Huang, Sky Hofmann, Bettina Stucky, Erwin Giese, Alvin Tse
paeseGermania
anno2025

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Nel cuore di un giardino botanico in una città universitaria medievale in Germania si erge un maestoso ginkgo biloba. Questo testimone silenzioso ha osservato per oltre un secolo i tranquilli ritmi di trasformazione attraverso tre vite umane.
2020, un neuroscienziato di Hong Kong, esplorando la mente dei neonati, inizia un esperimento inaspettato con il vecchio albero.
1972, una giovane studentessa subisce un profondo cambiamento grazie al semplice atto di osservare e connettersi con un geranio.
1908, la prima donna ammessa all’università scopre, attraverso la lente della fotografia, i sacri schemi dell’universo nascosti nella più umile delle piante.
Seguiamo i loro goffi e impacciati tentativi di stabilire dei legami – ognuno profondamente radicato nel proprio presente – mentre vengono trasformati dal potere silenzioso, persistente e misterioso della natura. L’antico ginkgo biloba ci avvicina al senso dell’essere umani: al nostro desiderio di sentirci a casa.

GIÀ AUTRICE DEI LIRICI INCONTRI ONIRICI DI “CORPO E ANIMA”, ILDIKO ENYEDI SVILUPPA ULTERIORMENTE LA SUA RICERCA PER UN CINEMA DI EMOTIVITÀ SENSORIALE IN UN’OPERA DENSA, POETICA E LONTANA DALLE FACILI CATALOGAZIONI.

2025 MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: CONCORSO
VINCITORE PREMIO FIPRESCI – PREMIO MASTROIANNI, LUNA WEDLER

«È un film realizzato da esseri umani (da un team incredibilmente aperto e dedicato) per i nostri simili: gli spettatori. Riconosciamo e accettiamo umilmente i nostri specifici limiti percettivi. Questo film parla, con l’aiuto di onde luminose e sonore accessibili agli occhi e all’orecchio umani, delle percezioni del mondo al di fuori di questi limiti. Riconosciamo di non essere il riferimento assoluto: il nostro è uno dei tanti mondi, ugualmente validi. Cosa vuol dire essere un albero? Non lo sappiamo. Quindi, non lo mostreremo. Mostriamo invece la curiosità umana, i toccanti e imperfetti tentativi di stabilire un legame, di riconoscere l’“altro” e accettare che per gli alberi, il misterioso “altro” siamo noi. Mostriamo scorci di oltre un secolo dell’orto botanico di un’università. Un luogo che è sempre stato (“universitas”) il fulcro della libera e illimitata curiosità umana, della scienza. In tempi in cui viene così pericolosamente messa in discussione e attaccata, vorremmo anche richiamare l’attenzione non solo sull’importanza, ma anche sulla bellezza e sulla forza ingenua e temeraria della ricerca scientifica. Può aiutarci a scendere dalla spaventosa e vertiginosa posizione in cima alla piramide verso un luogo più giusto e più accogliente: essere parte di questo mondo.» (Ildiko Enyedi)

«Ildikó Enyedi a forza di cercare, spesso con risultati alterni, il progetto di un cinema poetico extrasensoriale stavolta è riuscita ad arrivare all’essenza della sua forma. Silent Friend è il suo capolavoro. (…) Enyedi raccoglie inevitabilmente l’eredità di tanto cinema d’autore del ‘900 – il tempo e la natura scolpiti da Tarkovskij, ancora il tempo e le sue alienazioni sentimentali in Wong Kar-wai (con Tony Leung, illuminante presenza-segno) – portandolo a una formulazione sorprendente, inedita e personale, aperta alle possibilità di un nuovo futuro visivo e umanista, con le piante che a fine film vengono citate e ringraziate come fossero personaggi, agenti attivi di un magnifico film sensitivo che riesce miracolosamente a filmare l’energia degli esseri viventi. L’epilogo finale del ginkgo biloba ingiallito dall’autunno, imperioso davanti all’immagine e al “suo” tempo, sulle note di Blixa Bargeld che recita, di nuovo, Goethe, è il monolito che Ildikó Enyedi erge al mistero della vita e del cinema.» (Carlo Valeri, Sentieri Selvaggi)