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The sea (ha’yam)

registaShai Carmeli Pollak
castK. Natour, M. Bajjali, Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajjali, Hila Surjon
paeseIsraele
anno2026

Orari

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Khaled ha dieci anni e vive in un villaggio palestinese. Il mare è a poco più di un’ora d’auto, ma per lui è irraggiungibile. Il giorno della gita scolastica, al posto di blocco il suo permesso viene respinto: i compagni proseguono, lui viene rispedito a casa. Ma Khaled non ci sta. Entra in Israele di nascosto e si lancia in un viaggio pieno di pericoli, senza conoscere la lingua e senza sapere la strada. Dall’altra parte, suo padre Ribhi, lavoratore senza permesso, capisce che il figlio non è rientrato, e lo cerca attraversando città e periferie sapendo che ogni passo può costargli la libertà.

GAZA È ANCORA UN’EMERGENZA UMANITARIA: ANCHE NEI PERIODI DI TREGUA O RIDUZIONE DELLE OSTILITÀ, RESTANO CRITICITÀ ENORMI SU ACCESSO AGLI AIUTI, SICUREZZA DEI CIVILI, CONTINUITÀ DELLE CURE, PROTEZIONE DEGLI OPERATORI UMANITARI E POSSIBILITÀ REALE DI RICOSTRUIRE UNA VITA QUOTIDIANA. THE SEA RACCONTA TUTTO CON LA FORZA DI UNA STORIA ESSENZIALE: UN BAMBINO DI 12 ANNI CHE SOGNA DI VEDERE IL MARE – A UN’ORA DI DISTANZA, EPPURE IRRAGGIUNGIBILE – E UN PADRE CHE LO CERCA RISCHIANDO TUTTO. È UN FILM CHE NON “SPIEGA” IL CONFLITTO: LO FA SENTIRE, METTENDO LO SPETTATORE DAVANTI A CIÒ CHE SPESSO RESTA FUORI CAMPO: L’INFANZIA, LA DIGNITÀ, LA PAURA, LA DISTANZA TRA NORMALITÀ E REALTÀ.

The Sea mostra con uno sguardo umano ma netto la realtà dei checkpoint e delle disuguaglianze vissute dai palestinesi. La sua vittoria ai Premi Ophir (gli “Oscar israeliani”) e la conseguente candidatura ufficiale di Israele agli Oscar 2026 hanno scatenato una reazione durissima del governo: il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito il film “una vergogna” e ha annunciato tagli/stop ai finanziamenti pubblici agli Ophir Awards come ritorsione politica. The Sea è un film che ha messo in crisi la narrazione ufficiale e per questo motivo è stato osteggiato dalle istituzioni perché “scomodo”.