DOPO IL DEBUTTO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2026, ARRIVA IN SALA IL NUOVO FILM DI PEDRO ALMODÓVAR, CHE RACCONTA LO STRETTO LEGAME TRA REALTÀ E FINZIONE, TRA ISPIRAZIONE E VITA, E APRE UNA RIFLESSIONE SUI LIMITI DELL’AUTOFINZIONE.
«Le quattro donne di Amarga Navidad sono tutte figure forti, persino nel dolore sono capaci di decisioni estreme. I personaggi maschili sono solo vampiros. Il regista sfrutta i sentimenti degli altri per ritrovare la vena creativa, il suo compagno, Santi, vive in funzione di lui, passivo. La loro coppia si fonda sulla censura, non raccontano la loro storia d’amore, non ci dicono a che punto siano passione e desiderio. Si accomodano entrambi nel silenzio, senza affrontare apertamente la realtà. La figura dirompente è Mónica, che ha il coraggio di affrontare, e dialetticamente distruggere, il suo ex capo, l’Autore. È lui il “cattivo” della storia, in crisi creativa e costretto a parlare di sé per trovare una via d’uscita. Il personaggio di Elsa diventa il suo alter ego, fin qui niente di male. Ma quando decide di utilizzare la vita degli altri senza chiederne il permesso, diventa moralmente discutibile. Raúl rappresenta una parte di me e metterlo continuamente in discussione si è rivelato un esercizio sano, liberatorio.» (Pedro Almodóvar)