Amarga navidad

registaPedro Almodóvar
castBárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Quim Gutiérrez, Rossy De Palma, Carmen Machi, Antonio Araque, Diogo Belizario, Nourdin Batán, Laura Ledesma, Tusti De Las Heras, Gloria Muñoz, Antonio Romero
paeseSpagna
anno2026
classificazione
Per tutti

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Amarga Navidad racconta l’alternarsi di due storie. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente.

DOPO IL DEBUTTO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2026, ARRIVA IN SALA IL NUOVO FILM DI PEDRO ALMODÓVAR, CHE RACCONTA LO STRETTO LEGAME TRA REALTÀ E FINZIONE, TRA ISPIRAZIONE E VITA, E APRE UNA RIFLESSIONE SUI LIMITI DELL’AUTOFINZIONE.

«Le quattro donne di Amarga Navidad sono tutte figure forti, persino nel dolore sono capaci di decisioni estreme. I personaggi maschili sono solo vampiros. Il regista sfrutta i sentimenti degli altri per ritrovare la vena creativa, il suo compagno, Santi, vive in funzione di lui, passivo. La loro coppia si fonda sulla censura, non raccontano la loro storia d’amore, non ci dicono a che punto siano passione e desiderio. Si accomodano entrambi nel silenzio, senza affrontare apertamente la realtà. La figura dirompente è Mónica, che ha il coraggio di affrontare, e dialetticamente distruggere, il suo ex capo, l’Autore. È lui il “cattivo” della storia, in crisi creativa e costretto a parlare di sé per trovare una via d’uscita. Il personaggio di Elsa diventa il suo alter ego, fin qui niente di male. Ma quando decide di utilizzare la vita degli altri senza chiederne il permesso, diventa moralmente discutibile. Raúl rappresenta una parte di me e metterlo continuamente in discussione si è rivelato un esercizio sano, liberatorio.» (Pedro Almodóvar)