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Barry lyndon 4k

registaS. Kubrick
castM. Berenson, P. Magee, Ryan O'neal, Marisa Berenson, Patrick Magee
paeseStati Uniti
anno2026

Orari

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Barry Lyndon. Tratto da Le memorie di Barry Lyndon di William Makepeace Thackeray, il capolavoro di Stanley Kubrick compie cinquanta anni e torna al cinema in versione restaurata 4K.

Come può nel XVIII secolo un ragazzotto irlandese senz’arte né parte diventare membro dell’aristocrazia inglese? Per Barry Lyndon il mezzo c’è: usare tutti i mezzi. Barry è di volta in volta insistente corteggiatore, duellante, vagabondo, soldato durante la Guerra dei Sette Anni, libertino, spia, baro. E, nella sontuosa interpretazione del romanzo di William Makepeace Thackeray, ogni ruolo è un passo avanti nell’arrampicata al lusso e al privilegio.

50° ANNIVERSARIO

1976 Premi Oscar: Miglior Fotografia, Miglior Scenografia, Migliori costumi, Miglior adattamento musicale

IL CAPOLAVORO DI STANLEY KUBRICK TORNA AL CINEMA NEL SUO 50ESIMO ANNIVERSARIO, UNA PELLICOLA CHE ANCORA OGGI CI REGALA IMMAGINI QUASI PITTORICHE D’INEGUAGLIATA BELLEZZA, NONCHÉ IL RITRATTO INEDITO DI UN SETTECENTO TRA AMORI, GUERRE, DUELLI, GIOCO D’AZZARDO E TANTO ALTRO: IL TUTTO CON LA POTENZA EVOCATIVA DI UN MAESTRO DEL CINEMA SENZA PARI

«Barry Lyndon offriva l’opportunità di fare una delle cose che il cinema può realizzare meglio di qualunque altra forma d’arte, presentare cioè una vicenda a sfondo storico. La descrizione non è una delle cose nelle quali i romanzi riescono meglio, però è qualcosa in cui i film riescono senza sforzo, almeno rispetto allo sforzo che viene richiesto al pubblico.» (Stanley Kubrick)

«suprema rappresentazione di un secolo, il film del pianeta Settecento, quanto di più lontano da un lussuoso libro di illustrazioni, come molti allora liquidarono la straordinaria opera di un cineasta al suo acme creativo. Molto e giustamente si dirà dello splendore formale: quadri di inusitata perfezione, paesaggi con figure, l’esposizione di un’epoca che trasfigura dunque in iconografia viva di un mondo morto e sepolto, zoomate sulla Storia (della pittura?) che diventano altra storia (quella del cinema) e non certo vuota forma, piuttosto profonda riflessione su un’era, sulla crudeltà e chiusura di una classe, cupa e pessimistica ricognizione di un ambiente operata in abito sontuoso che veste con la raggelata eleganza della movie-art un discorso politico, storico e filosofico di rara pregnanza.» (Luca Pacilio, Gli Spietati)