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La grazia

registaPaolo Sorrentino
castToni Servillo, Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Orlando Cinque, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola, Rufin Doh Zeyenouin, Guè, Francesco Martino, Alexandra Gottschlich
paeseItalia
anno2025

Orari

venerdì 30 gennaio
sabato 31 gennaio
domenica 01 febbraio
lunedì 02 febbraio
martedì 03 febbraio
mercoledì 04 febbraio
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Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.

PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI VENEZIA 2025

REDUCE DALLE VISIONI LIRICHE DI PARTHENOPE, SORRENTINO TORNA A COLLABORARE CON TONI SERVILLO PER UN RACCONTO CAPACE DI UNIRE DRAMMA, IRONIA E RIFLESSIONE MORALE CON SAGGEZZA ED ELEGANZA, DELINEANDO UN CONFLITTO INTERIORE CHE RIFLETTE LE GRANDI SFIDE DEL NOSTRO PAESE E DELLA NOSTRA POLITICA.

COMMENTO DEL REGISTA

La Grazia è un film d’amore. Questo motore inesauribile che determina il dubbio, la gelosia, la tenerezza, la commozione, la comprensione delle cose della vita, la responsabilità.
L’amore e le sue articolate diramazioni sono viste e vissute attraverso gli occhi di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica verosimile ma rigorosamente inventato.
Mariano De Santis ama la moglie che non c’è più, la figlia e il figlio e le loro distanze generazionali, ama il diritto penale che ha studiato per tutta la vita. Mariano De Santis, dietro il suo aspetto serio e rigoroso, è un uomo d’amore.
La Grazia è un film sul dubbio. E sulla necessità di praticarlo, soprattutto in politica, soprattutto oggi, in un mondo dove i politici si presentano troppo spesso col loro ottuso pacchetto di certezze che provocano solo danni, attriti e risentimenti, minando il benessere collettivo, il dialogo e la tranquillità generale. Mariano De Santis è un uomo mosso dal dubbio.
La Grazia è un film su un dilemma morale. Concedere o meno la grazia a due persone che hanno commesso degli omicidi in circostanze, però, forse, perdonabili. Firmare o non firmare, da cattolico, una legge difficile sull’eutanasia.
Da ragazzo rimasi folgorato dal Decalogo di Kieślowski. Un capolavoro tutto incentrato sui dilemmi morali. La trama delle trame. L’unico intreccio davvero appassionante. Più di un thriller.
Non penso di essermi neanche minimamente avvicinato all’altezza del genio di Kieślowski, alla profondità con cui affrontava i temi morali, ma ho sentito la necessità di farlo comunque, in un momento storico in cui l’etica, alle volte, sembra essere opzionale, evanescente, opaca o comunque tirata troppo spesso in ballo solo per ragioni strumentali.
L’etica è una cosa seria. Tiene in piedi il mondo.
E Mariano De Santis è un uomo serio.

«(…) è una commedia agrodolce, a tratti amara, a tratti malinconica, a tratti persino divertente. C’è dentro tutto il cinema di Sorrentino, i temi che gli sono cari, la solitudine del potere, la nostalgia per i vecchi amori, il tempo che passa, l’ineluttabilità della memoria, il rapporto Palazzo-Vaticano, fatti convergere in una storia che incontra la Storia. (…) Nel mezzo c’è la vita, filtrata secondo lo sguardo riconoscibile di Sorrentino. C’è un uomo che deve capire come uscire dai rituali, dagli schemi, dalla torre d’avorio del diritto e lasciarsi andare. C’è l’elogio del dubitare, c’è l’umanità raccontata tra una scena madre e l’altra, tra aforismi, domande-tormentoni («Di chi sono i nostri giorni?») e sequenze visivamente potenti.» (Claudia Cattali, Wired.it)