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Un bel mattino (un beau matin)

registaMia Hansen-Løve
castLéa Seydoux, Pascal Greggory, Melvil Poupaud, Nicole Garcia, Camille Leban Martins, Elsa Guedj, Ema Zampa, Kester Lovelace, Sharif Andoura, Masha Kondakova
paeseFrancia
anno2022

Sandra Kinsler, traduttrice consacrata al suo lavoro e al prossimo, vive a Parigi con la sua bambina e il peso di un lutto. Vedova da cinque anni, riscopre l’amore con Clément, un vecchio amico in piena crisi coniugale. Ma quel nuovo sentimento improvviso si scontra con la realtà e la malattia degenerativa di suo padre, un insegnante di filosofia che vive solo e ha bisogno di cure costanti. Per gestire l’irreversibile demenza del genitore, comincia per Sandra e la sua famiglia la dolorosa ricerca di un ‘ricovero’. Tra una vita che si spegne e un amore che comincia, Sandra approfitta di quegli ultimi momenti di complicità col padre e cerca all’orizzonte un nuovo inizio.

MIA HANSEN-LØVE TORNA A GIRARE NELLA SUA PARIGI CON LA COMPLICITÀ DI UNA STRAORDINARIA LÉA SEYDOUX, IN UNO DEI RUOLI PIÙ INTENSI E LUMINOSI DELLA SUA CARRIERA. PARTENDO DAI PIÙ SEMPLICI GESTI QUOTIDIANI ESPLORA L’ANIMO FEMMINILE CON UNA SENSIBILITÀ RARA E CON UN FILM POTENTE FIRMA UN RITRATTO DI DONNA CHE COLPISCE AL CUORE.

FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES 2022: QUINZAINE DES RÉALISATEU, LABEL EUROPA CINEMAS

«La sceneggiatura è in parte ispirata dalla malattia di mio padre. L’ho iniziata a scrivere alla fine del 2019, stavo cercando di dare un senso a quello che passavo e volevo esplorare il modo in cui due sentimenti opposti, un senso di dolore e uno di rinascita legato all’amore, possano dialogare, quando vengono vissuti contemporaneamente. Anche se instabile, quello che Sandra e Clément hanno insieme è soprattutto fonte di gioia, mentre con suo padre è soltanto sofferenza: le due storie coesistono. Mi interessava trovare una forma cinematografica per mostrare questa convivenza. Ho scritto il personaggio di Sandra pensando a Léa Seydoux. L’ho trovata fantastica nei suoi ultimi ruoli, ma spogliarla dei suoi attributi seducenti e filmarla nella sua quotidianità. Nel film non è solo considerata una donna desiderabile, ma una donna che osserva e ascolta molto anche gli altri. Questo capovolgimento ci ha permesso di avvicinarci ancora di più al carattere profondo di Léa, al suo mistero, a una malinconia nascosta che mi ha commosso.» (Mia Hansen-Løve)

«Una bella donna parigina; suo padre professore malato; il suo amante sposato; scaffali brulicanti di libri: sulla carta, sembra una check list per fin troppi film francesi. Ma nel quieto e miracoloso Un bel mattino Mia Hansen-Løve e la sua protagonista Léa Seydoux fanno rivivere come nuovi anche quelli che sembravano dei vecchi luoghi comuni. (…) Il film affronta temi che Hansen-Løve ha già esplorato nel corso della sua carriera: l’amore e il sesso, la mortalità, le relazioni tra genitori e figli, il significato dell’indipendenza, il potere della passione intellettuale, la trasmissione della cultura da una generazione all’altra. Ma questo bagaglio così ricco non impedisce a Hansen-Løve di girare un film caldo e vitale, con un ritmo sostenuto e ravvivato da tocchi di un umorismo agrodolce, (…) evita rigorosamente ogni effetto melodrammatico (…). L’atmosfera prevalente è di malinconica serenità, sostenuta da una fede dolcemente insistente nel fatto che, sì: la vita continua.» (Jon Frosch, The Hollywood Reporter)