image/svg+xml

Sull’infinitezza – about endlessness

registaRoy Andersson
castB. Bergius, A. Broms, M. Burman, A. Davies
paeseSvezia
anno2019

Orari

Leone d’Argento – Miglior Regia Mostra del Cinema di Venezia 2019

Una sovrapposizione poetica di quadri che catturano momenti di vita. Alcuni dei personaggi ritratti sono Adolf Hitler, una direttrice marketing, una donna che ama lo champagne e un prete. La narrazione è guidata dalla voce calda di una donna, una sorta di Scheherazade (delle Mille e una notte) che racconta la storia dell’umanità e invita gli spettatori a riflettere sulla preziosità e la bellezza della nostra esistenza. Ode e lamento al tempo stesso, “Sulla infinitezza” è un caleidoscopio di tutto ciò che è umano, una storia infinita sulla vulnerabilità dell’esistenza.

Martedì 23 marzo alle ore 17.00 il regista svedese Roy Andersson presenterà in collegamento streaming al pubblico di #iorestoinSALA il suo ultimo film Sull’infinitezza, vincitore del Leone d’Argento per la Miglior Regia alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, a sei anni di distanza dall’ultima vittoria festivaliera, il Leone d’Oro per Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza.

Il film – in versione originale con sottotitoli ita e doppiata – sarà disponibile solo il 23 marzo. Acquistando il biglietto per quella data, sarà possibile vedere il film nelle 48 ore successive.

Sulla infinitezza ha una voce narrante, che ridefinisce il concetto stesso di voice over cinematografico. Spesso la voce narrante è un personaggio che accompagna la storia e un uso particolarmente significativo è quello che ne ha fatto Alain Resnais in Hiroshima, mon amour, in cui un monologo di Marguerite Duras finisce sia per accompagnare splendidi immagini silenziose sia per trasformarsi in dialogo con i personaggi principali. Io ho scelto la voce di una donna, una giovane donna, che lasciando trasudare esperienza di vita e vanità ricorda una sorta di fata. La voce sottolinea ciò che si vede e si rivolge direttamente a chi guarda il film, in maniera chiara e pacata. Non vuole convincere di nulla ma descrivere solo ciò che sta accadendo ma lo fa all’imperfetto. Mentre noi vediamo ciò che avviene, lei lo descrive come se ne fosse stata già testimone. Ci racconta anche qualcosa che non vediamo, fornendoci ulteriori informazioni sui personaggi e sulle ragioni di alcuni loro comportamenti, arricchendo in tal modo la nostra prospettiva sugli spaccati.” Roy Andersson

IL FILM: Una soave voce femminile racconta storie di diverse umanità. Attraverso una serie di momenti apparentemente banali, si riflette sullo splendore della vita, sulla sua grandezza, sulla sua crudeltà e sulla sua banalità.  Situazioni insignificanti assumono così la stessa importanza di significativi eventi storici: una coppia fluttua sulla città di Colonia devastata dalla guerra; sulla strada per una festa di compleanno, un padre si ferma a legare i lacci delle scarpe della figlia sotto la pioggia battente; ragazze adolescenti ballano fuori da un bar; un esercito sconfitto marcia verso un campo di prigionia.