UN MONDO DI SOGNI ANIMATI
Un mondo di sogni animati, la rassegna dedicata ai film dello Studio Ghibli, torna al cinema con un nuovo appuntamento. Quest’estate, celebrerà il genio e l’opera del Maestro Isao Takahata con quattro dei suoi capolavori: Pioggia di ricordi, Pom Poko, I miei vicini Yamada – tutti per la prima volta sul grande schermo in Italia – e La storia della principessa splendente.
PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA SU GRANDE SCHERMO
NOSTALGICO, SINCERO, DELICATO E APPASSIONATO.
Con Pioggia di ricordi, Isao Takahata ha profondamente influenzato l’industria dell’animazione giapponese. Scegliendo una protagonista d trent’anni e decidendo di raccontare la sua vita quotidiana, è andato contro la visione di una parte importante del sistema, fino ad allora intenzionata unicamente a sviluppare titoli rivolti a un pubblico più giovane.
Pioggia di ricordi è una radiografia della società e, soprattutto, del femminile in Giappone. Taeko, la protagonista, passa le sue vacanze in campagna, lavorando, perché vuole riavvicinarsi sia alla terra sia a una cultura di cui, da bambina, ha sentito la mancanza. In questo modo, Takahata ha la possibilità di ripercorrere la sua infanzia, con i primi contatti con i suoi compagni di classe, l’educazione e la crescita in una famiglia piccolo borghese e con le aspirazioni che non l’hanno mai abbandonata. C’è, allo stesso tempo, un approfondimento sulla percezione, così pregiudizievole e contorta, delle donne nel Giappone post-boom economico.
È un film estremamente delicato, Pioggia di ricordi. Pieno di piccole cose e, appunto, di memorie. Di sospiri, riflessioni, di dialoghi appassionati e appassionanti. Il dinamismo e la cura delle animazioni sono la dimostrazione del desiderio di Takahata di ottenere una messa in scena quanto più realistica e convincente possibile. Attenzione, però: l’animazione – intesa in questo caso come linguaggio – non viene privata della sua forza e della sua unicità. Al contrario, Takahata sa alternare inquadrature ed elementi narrativi per sottolineare la trasformazione e la presa di coscienza di Taeko. Osservate i gesti, le esitazioni, il modo in cui, di volta in volta, il viso dei personaggi si distende o si raccoglie in espressioni contrite o sorprese. È come guardarsi allo specchio. Gli stessi dubbi e le stesse incertezze.