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Pioggia di ricordi (ried. 2024)

registaIsao Takahata
castMiki Imai, 柳葉敏郎, 本名陽子, 飯塚雅弓, Masahiro Itou, Chie Kitagawa, Yuuki Masuda, Yuki Minowa, Michie Terada, Yorie Yamashita, 永井一郎, Yoshimasa Kondo, 高橋一生
paeseGiappone
anno1991

Orari

Taeko Okajima è una giovane donna di 27 anni, impiegata presso una grande azienda di Tokyo. Non è sposata né ha fidanzati, con molto rammarico della madre, che tenta senza successo di combinare un matrimonio per lei. Decide di prendersi una breve vacanza e seguire l’istinto di tornare nei luoghi che avrebbe voluto visitare nella sua infanzia per lavorare, durante le ferie, nell’azienda agricola dei genitori del cognato che produce la cartamina, un colorante per cibi che ricorda lo zafferano, attraverso la raccolta dei fiori di cartamo. Durante il viaggio e il soggiorno il suo pensiero andrà a vecchi amori, ad emozioni antiche, o semplicemente a ricordi della sua infanzia che cadranno lentamente, ma inesorabilmente, su di lei, scavandola, colpendola e cambiandola

UN MONDO DI SOGNI ANIMATI

Un mondo di sogni animati, la rassegna dedicata ai film dello Studio Ghibli, torna al cinema con un nuovo appuntamento. Quest’estate, celebrerà il genio e l’opera del Maestro Isao Takahata con quattro dei suoi capolavori: Pioggia di ricordi, Pom Poko, I miei vicini Yamada – tutti per la prima volta sul grande schermo in Italia – e La storia della principessa splendente.

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA SU GRANDE SCHERMO

NOSTALGICO, SINCERO, DELICATO E APPASSIONATO.

Con Pioggia di ricordi, Isao Takahata ha profondamente influenzato l’industria dell’animazione giapponese. Scegliendo una protagonista d trent’anni e decidendo di raccontare la sua vita quotidiana, è andato contro la visione di una parte importante del sistema, fino ad allora intenzionata unicamente a sviluppare titoli rivolti a un pubblico più giovane.
Pioggia di ricordi è una radiografia della società e, soprattutto, del femminile in Giappone. Taeko, la protagonista, passa le sue vacanze in campagna, lavorando, perché vuole riavvicinarsi sia alla terra sia a una cultura di cui, da bambina, ha sentito la mancanza. In questo modo, Takahata ha la possibilità di ripercorrere la sua infanzia, con i primi contatti con i suoi compagni di classe, l’educazione e la crescita in una famiglia piccolo borghese e con le aspirazioni che non l’hanno mai abbandonata. C’è, allo stesso tempo, un approfondimento sulla percezione, così pregiudizievole e contorta, delle donne nel Giappone post-boom economico.
È un film estremamente delicato, Pioggia di ricordi. Pieno di piccole cose e, appunto, di memorie. Di sospiri, riflessioni, di dialoghi appassionati e appassionanti. Il dinamismo e la cura delle animazioni sono la dimostrazione del desiderio di Takahata di ottenere una messa in scena quanto più realistica e convincente possibile. Attenzione, però: l’animazione – intesa in questo caso come linguaggio – non viene privata della sua forza e della sua unicità. Al contrario, Takahata sa alternare inquadrature ed elementi narrativi per sottolineare la trasformazione e la presa di coscienza di Taeko. Osservate i gesti, le esitazioni, il modo in cui, di volta in volta, il viso dei personaggi si distende o si raccoglie in espressioni contrite o sorprese. È come guardarsi allo specchio. Gli stessi dubbi e le stesse incertezze.