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Palazzina laf

registaMichele Riondino
castMichele Riondino, Domenico Fortunato, Elio Germano, Vanessa Scalera, Eva Cela, Pierfrancesco Nacca, Giovanni D'addario, Paolo Pierobon, Anna Ferruzzo
paeseItalia
anno2023

Orari

1997. Caterino, uomo semplice e rude è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi solo ed esclusivamente alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF, dove alcuni dipendenti, per punizione, sono obbligati a restarvi privati delle loro consuete mansioni. Questi lavoratori non hanno altra attività se non quella di passare il tempo ingannandolo giocando a carte, pregando o allenarsi come fossero in palestra. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso, in realtà non è che una perversa strategia per piegare psicologicamente i lavoratori più scomodi, spingendoli alle dimissioni o al demansionamento.

MARTEDÌ 19 DICEMBRE ORE 19:45 – INCONTRO COL REGISTA MICHELE RIONDINOin collegamento via internet

Presentato fuori concorso alla Festa del Cinema di Roma 2023

“Non solo il primo caso di mobbing in Italia, ma anche una vicenda esemplare che racconta identità e valori perduti, schiacciati dalla legge del padrone”.
Così Michele Riondino sintetizza il messaggio della sua opera prima da regista: PALAZZINA LAF è il racconto di quanto accadde all’Ilva di Taranto nel 1997, dove decine di dipendenti vennero spostati a non lavorare in un reparto fittizio, in quella che si rivelò una subdola strategia per portarli al licenziamento.
PALAZZINA LAF, dove Riondino interpreta il protagonista Caterino e un sorprendente Elio Germano è il prinicipale antagonista, eredita la lezione del cinema civile di Elio Petri, senza rinunciare a toni e tocchi tra il grottesco e il sarcastico. Il risultato è un’opera matura, arrabbiata, importante.