(Questa è la pagina del film doppiato in italiano – se vuoi vedere gli orari di quello in VersioneOriginale con sottotitoli in italiano clicca qua: https://www.cinemaitaliabelluno.it/film/no-other-choice-non-ce-altra-scelta-v-o-2/)
Toronto 2025 IFF, International People’s Choice Award
Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia – In concorso per il Leone D’Oro
GOLDEN GLOBES 2026
[nomination] Miglior film straniero
[nomination] Miglior film brillante
[nomination] Miglior attore in un film brillante a Byung-Hun Lee
NO OTHER CHOICE TI TRASCINA IN UN MONDO DOVE NESSUNO È DAVVERO AL SICURO E DOVE OGNI SCELTA PESA COME UNA CONDANNA.
PARK CHAN-WOOK NON CERCA SCUSE NÉ EROI; TI METTE DAVANTI ALLA CRUDEZZA DELL’ESISTENZA, AI COMPROMESSI MORALI, ALLE DECISIONI CHE CAMBIANO TUTTO. È UN FILM CHE FA MALE MA CHE SERVE.
«Ho tenuto duro sulla realizzazione di “No Other Choice” per decenni di sviluppo infernali perché ho sempre creduto che, per quanto assurdo, tragico e dolorosamente universale sia, avesse il potenziale per diventare un’opera “fondamentale” all’interno della mia filmografia; ogni volta che raccontavo la storia, indipendentemente dal periodo storico o dal paese di provenienza, tutti dicevano quanto fosse condivisibile.» (Park Chan-wook)
«Ogni qualvolta No Other Choice sposa in pieno le logiche e le dinamiche più eccentriche della commedia nera, è in grado di dare vita a cortocircuiti impressionanti, con il film che in diversi momenti mette deliberatamente da parte la logicità, per dare vita ad esperienze di pura sinestesia. È in questo modo, nell’istante in cui lo spettatore esperisce/recepisce le immagini attraverso i soli sensi, che Park trova anche una formula parossistica per assegnare uno sfondo sociologico alle macchinazioni violente del protagonista, senza mai snaturare nel contempo le istanze fondanti della sua poetica. Perché se è pur vero che il cineasta si allontana qui dalla radicalità dei film precedenti, è altrettanto vero che lo spirito distintivo del suo cinema viene assolutamente preservato.»
(Daniele D’Orsi, sentieriselvaggi.it)