image/svg+xml
acquista biglietti

Miss marx

registaSusanna Nicchiarelli
castRomola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Philip Gröning, Oliver Chris, Felicity Montagu, Emma Cunniffe, Karina Fernandez, George Arrendell, Célestin Ryelandt, Alexandra Lewis, Georgina Sadler, Miel Van Hasselt, Freddy Drabble, Christoph Hülsen, Katie Mc Govern, David Kirk Traylor
paeseItalia
anno2020
durata107 min

Orari

venerdì 18 settembre
lunedì 21 settembre
martedì 22 settembre
mercoledì 23 settembre

La storia della figlia più piccola di Karl Marx, Eleanor: brillante, colta, libera e appassionata, una delle prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, sarà travolta da una storia d’amore dal destino tragico. Le contraddizioni di una donna e di un’epoca in bilico tra ragione e sentimento, sottomissione ed emancipazione.

Susanna Nicchiarelli, con Miss Marx, torna a Venezia e (ci) stupisce, dopo l’esperienza con il notevole Nico, 1988. Anche questa volta, niente di inventato: la storia di Eleanor Marx è tutta vera. La figlia del filosofo Karl Marx è una figura interessante che Nicchiarelli rielabora, modernizzandola pur mantenendola nel suo tempo, creando un continuo dialogo tra Storia e Filosofia che riprende non solo le teorie di Marx ed Engels, ma anche gli scritti di Eleanor – femminista d’eccezione – e il suo particolare interesse per la condizione femminile in ogni classe sociale. E Romola Garai è eccezionale nell’interpretare la figlia del grande filosofo, non solo suo padre, ma anche padre del socialismo.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1883, le rimangono l’amicizia di Engels, con cui porta avanti il Movimento, della governante Helena e la sua lotta, nella quale crede fermamente. Le rimangono i ricordi di papà Karl, quando era bambina e sotto la sua costante vigilanza si cimentava nei primi saggi. Tra scatti d’epoca e i visionari costumi di Massimo Cantini Parrini, un po’ ottocenteschi e un po’ bohemienne, il mondo di Eleanor si popola di operai e poveri, di bambini sfruttati come forza lavoro, di sindacati e comizi per diffondere le teorie di suo padre. Portavoce dei diritti di coloro che sono i veri produttori contro lo sfruttamento dei più potenti, della possibilità per le donne di essere considerate al pari degli uomini, dalla nuova visione della vita privata che vede il matrimonio come un’istituzione superata, fino al rapporto tra uomo e donna come un accordo naturale che non deve niente alla società.

Mentre vediamo la sua forza espandersi di fronte alle masse, nel privato la sua vita è ben lontana dall’essere un sogno. Dalla relazione con il dottor Edward Aveling, che noi moderni definiremmo “tossica”, fino alla profonda consapevolezza della sua condizione di donna nella società inglese di fine ottocento, ovvero quella di una condanna a mettere tutte sé stesse a disposizione degli altri dimenticando i propri bisogni. La storia di Tussy – così la chiamavano tutti – è accompagnata dall’incredibile colonna sonora, tra un coro che intona L’Internazionale e i Downtown Boys e i Gatto Ciliegia contro il Freddo che reinterpretano brani che vanno dalla musica classica a Bruce Springsteen in chiave punk.

Perché in fondo tutte le rivoluzioni sono un po’ punk e lo spirito della Miss Marx non è mai stato da meno, come si vede dalla liberatoria danza finale, dopo essere stata messa di fronte alla vanità della sua relazione con Aveling. Susanna Nicchiarelli, dunque, ci fa conoscere da vicino una grande figura storica che più di tutti, dopo la morte di Karl Marx, ha portato avanti il sogno del socialismo. Acclamata negli Stati Uniti e nelle città industriali dell’Inghilterra, dove si è sempre battuta, fino alla fine, per migliorare le condizioni di vita degli operai. Una vita spesa per gli altri, che si è conclusa con una dose di veleno in una mite giornata di marzo, con una fine degna di un’eroina classica. Difficile non perdersi nei suoi occhi azzurri e lasciarsi trascinare dalla sua mente brillante.