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Love me tender

registaAnna Cazenave Cambet
castVicky Krieps, Antoine Reinartz, Monia Chokri, Viggo Ferreira Redier, Aurélia Petit, Park Ji Min, Salif Cissé, Julien De Saint Jean, Malou Khebizi, Tallulah Cassavetti, Féodor Atkine, Oumnia Hanader, Manuel Vallade, Baptiste Carrion Weiss, Anna Sigalevitch, Antoine Michel, Jean Baptiste Durand, émilie Cazenave
paeseFrancia
anno2025

Orari

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La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione.

A 4 EURO PER TUTTI

TRATTO DALL’OMONIMO LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI CONSTANCE DEBRÉ, IL FILM È IL RITRATTO PROFONDO E INTIMISTA DI UNA DONNA INTRAPPOLATA TRA IL DESIDERIO DI REINVENTARSI E LA VIOLENZA DI UN SISTEMA CHE PRETENDE DI NORMARE PERFINO L’AMORE, TRA FRAGILITÀ UMANA, SUBBUGLIO EMOTIVO, RICERCA DI IDENTITÀ E MATERNITÀ COME CAMPO DI BATTAGLIA PERSONALE, MA SOPRATTUTTO POLITICO.

«Ho incontrato l’autrice del libro, perché per lei era molto importante conoscere la persona che avrebbe adattato il suo libro, che ho letto quando è stato pubblicato nel 2020. Mi spiazzò perché, all’epoca, ero una madre molto giovane e stavo cercando libri che rappresentassero modi diversi di essere madre, ma che toccassero anche i tabù attorno all’impegno totalizzante che ci si aspetta da un genitore. La protagonista incredibilmente forte del libro è stata per me affascinante, iconica e molto adatta ad un film, e mi ha fatto riflettere su molte cose anche ad un livello più personale.» (Anna Cazenave Cambet)

«Vicky Krieps si mette completamente a disposizione del personaggio che interpreta, una donna in metamorfosi alla ricerca di se stessa, la cui passione per il nuoto le permette di rinascere una seconda volta, emergendo dal “liquido amniotico” della piscina. Nella difficoltà di affermarsi per ciò che è e accettare la fine di un legame, Clémence affronta una storia burrascosa, estrema, che la mette con le spalle al muro e la costringe a fare i conti con se stessa e la propria libertà, anche se il prezzo da pagare è altissimo. Anna Cazenave Cambet realizza un film intimista e coerente, sorretto dall’ottima prova attoriale di Krieps.» (Giulia Pugliese, Sentieri selvaggi)