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La sala professori (the teachers’ lounge)

registaİlker Çatak
castLeonie Benesch, Leonard Stettnisch, Eva Löbau, Michael Klammer, Rafael Stachowiak, Sarah Bauerett, Kathrin Wehlisch, Anne Kathrin Gummich, Katharina M. Schubert, Uygar Tamer, özgür Karadeniz, Tim Porath, Kersten Reimann, Katinka Auberger, Canan Samadi, Benjamin Bishop, Henriette Sievers, Johanna Götting
paeseGermania
anno2023

Carla Nowak (Leonie Benesch) è una giovane e promettente insegnante al suo primo incarico. Tutto sembra andare bene, fino a quando una serie di piccoli furti all’interno della scuola mette in subbuglio l’istituto. Quando i sospetti cadono su uno dei suoi studenti, Carla decide di andare di indagare personalmente, scatenando una serie inarrestabile di reazioni a catana.

CANDIDATO ALL’OSCAR 2024 COME MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE

UNA STORIA AVVINCENTE E RICCA DI TENSIONE, DOVE LO SPAZIO SCOLASTICO SI FA SPECCHIO DELLA SOCIETÀ E DELLE SUE CONTRADDIZIONI

«Volevamo analizzare un sistema, riflettere sulla nostra società. La scuola è un buon punto dipartenza, è come un laboratorio, perché nel suo microcosmo mostra la nostra società; è una specie di modello in scala: c’è il capo di Stato, ci sono i ministri, la stampa, le persone comuni… Ma (il film) tratta molti temi diversi. Un aspetto centrale per me è quello di trovare la verità, la ricerca della verità, o come si finisce col credere in una verità. Importante è anche quello in cui si crede. Il ragazzo vuole credere in sua madre, l’insegnantevuole credere nella giustizia. Le fake news, l’annullamento di una cultura o, per esempio, il bisogno di ogni società di trovare un capro espiatorio–questi sono alcuni tra i temi affrontati nel film.» (Ilker Çatak)

«In The Teachers’ Lounge Çatak costruisce un microcosmo ben definito che vive e respira esclusivamente tra le mura della scuola. In particolare, ci rendiamo conto di quanto brutale e ipocrita possa essere, in determinate circostanze, un sistema educativo, anche quello di un Paese sviluppato e democratico come la Germania. E, in contrasto con questa semplice narrazione a “effetto valanga”, Çatak tocca in modo molto equilibrato altre questioni complesse che si possono trovare in molti ambienti scolastici in tutto il mondo, come il rispetto della privacy, la discriminazione delle minoranze, il bullismo, il ruolo dei genitori prepotenti e, più in generale, i limiti dell’impegno degli insegnanti.» (Davide Abbatescianni, cineuropa.org)