image/svg+xml
castAgata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski, Jerzy Trela, Artur Janusiak

Premio FIPRESCI all’ultima edizione del Toronto Film Festival e Miglior Film al London Film Festival

Trama:

Polonia, 1962. Anna, un’orfana allevata dalle suore di un convento, è una novizia. Prima di prendere i voti, però, desidera vedere Wanda, la sua unica parente in vita che le rivela di essere ebrea. Entrambe le donne intraprendono allora un viaggio teso non solo a scoprire la tragica storia della loro famiglia ma anche chi esse siano veramente e quale sia il loro posto, rimettendo in discussione le loro credenze e la loro religione.

Critica:

Due donne nella Polonia dei primi anni 60. Anna, giovanissima e acerba della vita, sta per diventare suora nel convento che da piccola orfana l’ha cresciuta; Wanda, sua unica zia vivente, è ben più adulta ed esperta del mondo con un passato da pubblico ministero comunista durante la Seconda guerra mondiale. Anna la incontra, e da quel momento cambia il suo destino a partire dalla scoperta di chiamarsi Ida e di essere un’ebrea sopravvissuta all’Olocausto.
Primo film girato in patria del talentuoso polacco ma residente inglese Pawlikowski, Ida è un vero gioiello. Film sulla ricerca dell’identità individuale e collettiva, offre un’idea di cinema che oggi raramente si incontra e che a suo modo rievoca Dreyer, Tarkovski e il primo Polanski. Non c’è retorica nel retrocedere la Storia attraverso una memoria che indubbiamente è ancora dolorosa. Composto di inquadrature perfette in un b/n senza tempo, dialoghi ridotti all’essenza a definire una narrazione di puro cinema, e di un accompagnamento musicale diclasse, Ida è un film sorprendente, importante e dunque imperdibile. Pluripremiato nel mondo. (ilfattoquotidiano.it)

L’ultima poesia di Pawel Pawlikowski: il regista polacco, che aveva già dimostrato una spiccata sensibilità cinematografica in My Summer of Love (2004), realizza con Ida una delle opere più toccanti viste sul grande schermo negli ultimi tempi.
Ambientato nella Polonia degli anni ’60, il film ha per protagonista la giovane Ida, orfana della seconda guerra mondiale cresciuta in un convento di suore. Prima di prendere i voti viene mandata a conoscere sua zia, con la quale viaggerà a ritroso nel proprio passato e in quello dei suoi genitori.
Vincitore del premio della critica all’ultimo Festival di Toronto, Ida era uno dei titoli più attesi del Torino Film Festival 2013 e le aspettative sono state pienamente ripagate.
Presentato nella sezione Festa Mobile, il film racconta (in soli 80 minuti) un intenso percorso di formazione diviso nettamente in due parti: l’educazione monastica e quella sentimentale, l’istituto e il mondo esterno, il passato e il (possibile) futuro.
La ricerca di Ida delle sue origini diventa un’esplorazione della storia recente della Polonia, dal momento più difficile (la guerra) ai tentativi di provare a costruirsi una nuova identità.
Splendida la fotografia in bianco e nero del semi-esordiente Lukasz Zal e le scelte, particolarmente colte, di una colonna sonora segnata da diversi motivi classici: l’unione crea una messinscena di rara eleganza che, già di per sé, riesce a emozionare e a commuovere.
Una menzione va anche alla protagonista Agata Trzebuchowska, alla sua prima prova per il grande schermo, capace di dare un ulteriore valore aggiunto a un film impeccabile e di cui sentiremo parlare ancora a lungo. (cinematografo.it)