HONEYLAND

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Candidato all’OSCAR come Miglior Documentario e Miglior Film Internazionale
VINCITORE al Sundance Film Festival 2019 (World Cinema Grand Jury Prize, World Cinema Documentary Competition e For Impact for Change)

Il documentario dei filmmaker macedoni Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov è un pezzo di cinema verità visivamente spettacolare

QUANDO UNA FAMIGLIA NOMADE SI TRASFERISCE E INFRANGE LE REGOLE DI BASE DELLA “TERRA DEL MIELE”, L’ULTIMA DONNA APICOLTRICE IN EUROPA DEVE SALVARE LE API E RIPRISTINARE IL NATURALE EQUILIBRIO.

Annidata in un’isolata regione montuosa nel profondo dei Balcani, Hatidze Muratova vive con l’anziana madre in un villaggio privo di strade, elettricità e acqua corrente. Lei è l’ultima di una lunga generazione di apicoltori che estrae il miele dai favi selvatici per venderlo in piccoli lotti al mercato della città più vicina – a quattro ore di cammino. La pacifica esistenza di Hatidze è sconvolta dall’arrivo di una famiglia nomade con i loro motori ruggenti, i sette chiassosi bambini e una mandria di bovini. Hatidze accetta
ottimisticamente la proposta di cambiamento, a cuore aperto, offrendo il suo affetto e i suoi consigli comprovati sull’apicoltura.
Non ci vorrà molto prima che Hussein, il patriarca della famiglia nomade, fiuti l’opportunità e sviluppi interesse per la vendita del proprio miele. Hussein ha sette giovani bocche da sfamare e nessun pascolo per il suo bestiame e presto getta i consigli di Hatidze per la sua caccia al profitto. Questo causa una
rottura nell’ordine naturale che provoca un conflitto con Hatidze che espone le fondamentali tensioni tra natura e uomo, armonia e discordia, sfruttamento e sostenibilità. Anche se la famiglia fornisce una tregua dall’isolamento e dalla solitudine di Hatidze, o sui stessi mezzi di sostentamento sono in pericolo.

Lungometraggio di debutto dei documentaristi Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska, HONEYLAND è stato girato in tre anni da una ridotta troupe impegnata in un’intima collaborazione tra i registi e il soggetto. HONEYLAND è fatto per il grande schermo, è visivamente ambizioso e guidato da una narrazione inaspettatamente drammatica e un sorprendente senso dell’umorismo. È un ritratto duro e tenero sul delicato equilibrio tra uomo e natura, uno sguardo su un modo di vivere che sta rapidamente scomparendo, e un indimenticabile testamento sulla straordinaria resilienza di un donna.