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Gigi la legge

registaAlessandro Comodin
castPier Luigi Mecchia, Ester Vergolini, Annalisa Ferrari, Tomaso Cecotto, Massimo Piazza, Mario Fontanello, Mario Pizzoltto, Ezio Massarutto, Ulisse Buosi, Rebecca Martin
paeseItalia
anno2021

Orari

martedì 31 gennaio

Gigi è un vigile di campagna, dove sembra non succedere mai niente. Un giorno, però, una ragazza si uccide sotto un treno. Non è la prima volta. Lì comincia un’indagine su un’inspiegabile serie di suicidi in uno strano mondo di provincia a metà tra realtà e fantasia, dove un giardino può anche essere una giungla e un poliziotto avere un cuore sempre pronto ad innamorarsi e a sorridere.

MARTEDÌ 31 GENNAIO ORE 20:30 PROIEZIONE SPECIALE CON IL PROTAGONISTA DEL FILM PIER LUIGI MECCHIA

2022 LOCARNO FILM FESTIVAL: PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Torna nel suo Friuli il regista Alessandro Comodin, originario di San Michele al Tagliamento.
Comodin, classe 1982, ormai stabilmente residente a Parigi, realizza film al confine tra fiction e documentario. “Gigi la legge”, ambientato nel suo paese natale, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, è una commedia documentaria con protagonista suo zio, Pier Luigi Mecchia detto Gigi, un sovversivo e originale vigile di campagna un po’ pirata e un po’ signore.
Gigi è un vigile di campagna dove sembra non succedere mai niente. Un giorno, però, una ragazza si suicida sotto un treno. Non è la prima volta. Lì comincia un’indagine su un’inspiegabile serie di suicidi, attraverso uno strano mondo di provincia a metà tra realtà e fantasia, dove un giardino può anche essere una giungla e un poliziotto avere un cuore sempre pronto a innamorarsi e a sorridere.

GIGI LA LEGGE DI ALESSANDRO COMODIN È IL RITRATTO DELICATO E A TRATTI SURREALE DI UN VIGILE DI CAMPAGNA. CANTORE DI EROI FRAGILI E INDIMENTICABILI, COMODIN TORNA NELLE SUE TERRE D’ORIGINE LAVORANDO CON UN PERSONAGGIO FAMILIARE, MODESTO POLIZIOTTO DI PROVINCIA, ROMANTICO E SOLITARIO.

«Gigi è nella vita come lo si vede nel film. La sfida era quella di mostrare il Gigi che conosco, il maggior numero di sfaccettature possibili, e il mio punto di vista su di lui. Ma naturalmente, una volta che metti la macchina da presa davanti a qualcuno, la realtà cambia. Abbiamo costruito una struttura complicata di situazioni per creare un mondo parallelo che fosse reale per Gigi. Tutto ciò che accade e che dice è reale, tutti i suoi colleghi sono reali. Solo la giovane collega è un’attrice, ma anche la situazione in cui riceve un nuovo collega con cui parla alla radio è reale. Gigi è una persona che recita molto facilmente nella vita. È un modo per lui di trovare la giusta distanza e di difendersi da questo mondo chiuso che lo circonda. I colleghi gli hanno affibbiato il soprannome di “Gigi la legge” per prenderlo in giro perché fa tutto in modo sbagliato. Gigi lo sa, è molto intelligente e raffinato. Assomiglia a uno di questi personaggi leggendari, e il film è in un certo senso un omaggio a questi tipici personaggi di paese.» (Alessandro Comodin)

«Sempre attento osservatore di personaggi “atipici” che si situano ai margini di una società ipertecnologica e iper performante dominata dal maschio cisgenere, Alessandro Comodin si interessa, per il suo ultimo lungometraggio Gigi la legge, a suo zio, un vigile di campagna che vive in una cittadina nel nord dell’Italia (regione della quale il regista è originario). In uno sforzo sovrumano di indagare una società, quella periferica dell’Italia settentrionale dominata da un “far niente” che di dolce ha ormai ben poco, Alessandro Comodin segue le peripezie di suo zio in una sorta di huis clos che si riassume quasi esclusivamente all’abitacolo della sua macchina di funzione. […] Attraverso suo zio, Comodin ci regala il ritratto pudico e poetico di una società tragicamente soffocata da una mascolinità egemonica invadente e limitante che impedisce alla fragilità di esprimersi in tutta la sua rivoluzionaria bellezza.» (Giorgia Del Don, cineuropa.org)