image/svg+xml

After love

registaAleem Khan
castJoanna Scanlan, Nathalie Richard, Nasser Memarzia, Talid Ariss, Sudha Bhuchar, Nisha Chadha, Jabeen Butt, Subika Anwar Khan, Elijah Braik, Adam Karim, David Hecter, Pierre Delpierre, Jeff Mirza
paeseRegno Unito
anno2020

Ambientata nella città portuale di Dover, nel sud-est dell’Inghilterra, Mary Hussain si ritrova improvvisamente vedova dopo la morte inaspettata del marito. Il giorno dopo la sepoltura, scopre che ha un segreto a sole ventuno miglia attraverso la Manica a Calais.

UN ESORDIO INTELLIGENTE, SENTITO E PIENO DI COMPASSIONE SU DUE DONNE E DUE COSTE OPPOSTE NELL’AMORE.

After Love è una splendida sorpresa, senza pedanterie o sermoni trasmette in maniera estremamente convincente le linee guida ideali per aggiornare finalmente formule arcaiche su identità e dialogo fra culture.

Esordio alla regia di Aleem Khan, applaudito a Cannes e ai British Independent Film Awards. Non trae conclusioni definitive ma pone domande sull’identità, il sacrificio, il possesso e l’attrito tra culture diverse.
Amore, famiglia, segreti e bugie convivono in un racconto catartico che ci fa desiderare di essere migliori.

Considerato dalla critica come uno dei migliori film inglesi dell’anno, After Love arriva nelle sale cinematografiche. Il regista Aleem Khan, al suo esordio alla regia, è stato premiato per il suo lungometraggio alla Semaine de la Critique di Cannes, ed il suo lungometraggio ha vinto ben sei premi ai British Independent Film Awards – tra gli altri, quello di miglior film, miglior regista e miglior attrice protagonista. 

Non ci stupisce affatto il successo della prima opera di Khan; la pellicola scandaglia l’interiorità fragile e frammentata della sua – straordinaria – protagonista, una donna alla ricerca di risposte, su di sé tanto quanto su chi la circonda, dopo che è diventata vedova. Il lutto diventa il motore di una ricerca sofferta ma determinata un perduto senso d’identità, e la matassa di segreti che circonda la vita di Mary viene dipanata con maestria e delicatezza, complice una poetica dell’immagine di incredibile potenza visiva.

Lo spazio, infatti, – che si tratti delle scogliere di Dover o di un appartamento vuoto al di là della Manica – si fa personaggio tanto quanto le figure che lo abitano, anzi forse concorre più di queste nel costruire il crescendo tensivo di questo dramma intimista.