| Cast: |
Abbie Cornish, Thomas Sangster, Paul Schneider, Ben Whishaw, Kerry Fox, Samuel Barnett, Roger Ashton-Griffiths, Samuel Roukin, Antonia Campbell-Hughes, Sebastian Armesto |
| Trama: |
- IN CONCORSO AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009).
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER I MIGLIORI COSTUMI.
"Ritratto di signorina e d'un periodo culturale avvincente raccontato dal film con classe e un dialogo intelligente e giusti silenzi. Se all'inizio la 18enne vuole anche ballare e vestirsi, l'altro le parla volentieri dell'ora della sua morte, anche per un complesso di inferiorità, pur avendo conosciuto Wordsworth, quello di 'Splendore nell'erba' (considerato reazionario), ed avendo sedotto con la sua penna Shelley, convinto che la morte di Keats fosse stata causata dalle stroncature. Jane Campion restituisce il ritmo sincopato, infantile e folle della passione d'amore, riempiendola del bisogno di poesia, sperando che tutto oggi abbia ancora senso. Lei cuce, lui scrive, fuori piove: siamo a un passo dal decadentismo borghese, ma l'autrice va diritta al cuore, non ne fa una questione di femminismo a vita alta e con la cuffietta. Per prepararsi: il bellissimo 'Bright star, vita autentica di Keats' edito da Fazi. Per sintonizzarsi basta guardare due attori giovani già prodigiosi, Abbie Cornish, new Nicole Kidman, capace di illuminazioni e di tempeste improvvise, e Ben Whishaw, prossimamente nella 'Tempesta' della Taymor al fianco dell'ambiguo sofferente Paul Schneider e Kerry Fox, ex angelo alla tavola della Campion, qui madre che morirà bruciata viva in un incidente domestico." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 giugno 2010)
"Tutto ineccepibile, e coerente con il film che Jane presentava in concorso sulla Croisette nel maggio del 2009: 'Bright Star', dedicato alla storia d'amore fra il poeta John Keats e la giovane Fanny Brawne. Una storia sulla quale abbiamo libri e testimonianze, ma solo una 'voce': la voce di Keats, uomo che con le parole ci sapeva fare e che scrisse a Fanny lettere bellissime che lei, dopo la sua morte, conserva a lungo. (...) ll punto di vista femminile è di ciò che salva 'Bright Star' dalla convenzione del 'film in costume sull'Inghilterra dell'Ottocento', un vero e proprio sottogenere che in passato ha regalato pochi capolavori e molti film oleografici. Jane Campion ci aveva provato nel 1996 con 'Ritratto di signora', ma la nobiltà della fonte letteraria (Henry James) l'aveva forse bloccata. Portando la figura del 'grande scrittore' davanti alla macchina da presa, si è come liberata dell'ingombro della trama e ha raccontato un tema che le è caro, il turbamento emotivo che un uso sapiente della parola scritta può suscitare in un lettore o una lettrice: un tema romantico, certo, ma anche fortemente fisico, intimo, che Jane Campion aveva già analizzato in 'Lezioni di piano' usando la musica come grimaldello narrativo. 'Bright Star' non è di quel livello, ma è sicuramente un film molto sentito, il migliore della Campion da svariati anni a questa parte. Alla buona riuscita concorre l'azzeccata scelta dei protagonisti Abbie Comish e Ben Whishaw, che dopo la prima cannense del film non hanno smesso un animo di lavorare e sono destinati a un futuro da star; mentre Kerry Fox, che nel 1990 era la conturbante Janet Frame di 'Un angelo alla mia tavola', ha vent'anni dopo l'età giusta per interpretare la madre di Fanny." (Alberto Crespi, 'Lunità', 11 giugno 2010)
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